Già, è quello che sto per fare ora. In un attimo di pausa tra sonno e lavoro.
Dopo chissà quanto tempo di inattività sul blog, ho deciso di dedicare un po’ del mio tempo a scrivere un post utile.
Utile perchè voglio aiutare me stesso, i miei amici, la mia famiglia, la mia città con un consiglio.
Lo so che in periodo elettorale è facile conoscere qualcuno che si candida per qualche ruolo istituzionale, ma sono anche consapevole di proporre due persone che più di altri meritano di essere elette.
Il primo è Michele Mastrogiacomo: è un ragazzo dell’87, giovane e da sempre appassionato, come me, di politica. Da molti anni si occupa di giovani e lavoro con la GiOC e da alcuni è iscritto al PD. Dopo il liceo scientifico ha studiato qualche anno al Politecnico, ma ora sta seguendo un corso di formazione professionale per diventare un programmatore. Si candida alla Circoscrizione 2 di Torino, proprio nel momento in cui stanno togliendo i gettoni di presenza, e già solo questo dovrebbe far pensare al fatto che non si tratta di una candidatura di opportunità. Continua a leggere »
Libero professionista, ma che lavora praticamente come un dipendente. Popolo delle partita IVA ci chiama qualcuno; a me da qualche anno a questa parte le diciture “Popolo di qualcosa” mi stanno un po’ sulle balle, quindi non userò questa terminologia. Fatto sta che effettivamente non sono il primo e non sono l’unico, e sempre di più si diffonde questa flessibilità alternativa. Vedremo in cosa si risolverà.
Wow…e io che pensavo di aver abbandonato il mio vecchio blog per sempre! Invece no.
Mi arriva una mail da Windows Live Space che spiega la loro integrazione con WordPress, e la possibilità di importare i contenuti in esso. Detto fatto.
Ora Il Nodo di Gordio è una cosa sola con Double Chocolate Thinking!
Accantonato il desiderio di fare un dettagliato resoconto delle bellissime vacanze in Spagna di questa estate, ma con il desiderio di tornare finalmente a scrivere, mi ritrovo a fare anche un po’ di servizio pubblico.
Il motivo è presto detto: voglio denunciare un caso di apparente degrado urbano. Apparente però è la parola sbagliata, perchè a vederla, Via Vespucci è una bella via con dei bei palazzi, poco traffico e tutto sommato piuttosto pulita. Vi invito a cliccare sul link e a guardarla con Google StreetView: non è il centro di Torino, ma di certo non fa pensare ad un posto maleodorante! E si trova comunque nel prestigioso quartiere della Crocetta!
Eppure è uno dei luoghi più puzzolenti che abbia mai conosciuto! L’odore di urina che aleggia ogni volta che ci passo (cioè praticamente ogni giorno) è fortissimo ed estenuante! Sembra di stare in una latrina!
È da molto che non scrivo. Probabilmente ne potevano fare a meno in molti, forse pure io.
Ad ogni modo, ci sono stati giorni in cui avrei voluto scrivere molto, ma il tempo era tiranno, e il fisico non reggeva. Menchemeno il cervello, che poi è quello che alla fine dei conti fa andare il fisico.
È un periodo di cosciente narcolessia: mi addormento in macchina mentre parlo con gli amici, mentre guardo le serie tv, mentre leggo.
Vorrei scrivere di più, condividere qualcosa in più, per quanto non gliene freghi niente a nessuno.
Ma è un periodo “un po’ così”.
L’unica riflessione che mi sento di condividere, che ognuno può interpretare a proprio modo, è proprio quella del titolo: tutto cambia, e niente cambia. Più vado avanti e più me ne rendo conto, ma non è sempre un male.
Approfitto velocemente di un post per promuovere un sito americano che sta diventando sempre e sempre più famoso. Si tratta di Lockerz, un’iniziativa grazie alla quale è possibile vincere vari premi (in particolare materiale per sport e consolle per videogames) in modo del tutto gratuito.
Come? Basta fare la “raccolta punti”, collegandosi al sito ogni giorno, e aspettare le cosiddette redenzioni, che trasformano i punti in premi. Per poter partecipare però, bisogna iscriversi, e per farlo, bisogna essere invitati.
Il punto a cui voglio arrivare qual è? Semplice, chiunque abbia bisogno di un invito, mi scriva la sua mail nei commenti, e io glielo mando!
Nonostante ci siano cose molto più importanti di cui parlare, gravi e gravissime, voglio dedicare un post all’italianissimo Festival di Sanremo 2010. Non voglio spendere troppe parole, ma io trovo un forte legame tra “la scomparsa dell’informazione” e l’evoluzione di queste serate di festival.
Qual è la chiave di lettura? Forse il pubblico, o meglio, il pubblico tele-votante. Il pubblico che ha vanificato il voto dell’orchestra (presumibilmente più competente) e che ha prima salvato dal meritato oblio, poi portato alla vetta della classifica le canzoni di Pupo/Emanuele Filiberto/tenore annesso e di Valerio Scanu, poi vincitore del Festival stesso.
Senza nulla togliere alla bravura di Scanu o di Mengoni, vedere in finale due ragazzi usciti dai talent show, insieme con un trio di pagliacci nazionalisti, fa pensare: ma Sanremo non è il festival della canzone? Non delle lacrime, non degli appelli, non dello spettacolo. Questi possono e devono esserci, in quanto strumenti che aiutano l’artista a esprimersi al meglio, ma non sono tutto. Eppure a giudicare dagli ultimi finalisti parrebbe proprio che il pubblico a casa premi la spettacolarizzazione a scapito della qualità interpretativa, testuale e compositiva dei brani. Così vengono escluse la voce di Malika Ayane, l’ironia di Cristicchi, l’allegria di Arisa, la classe di Irene Fornaciari e di Noemi, eccetera.
Un pubblico disattento, incapace di discernere tra meglio e peggio oggettivamente, pensando al massimo al proprio gusto personale. Un pubblico che esercita il suo diritto (?) di voto in questo modo. Poi magari alle politiche non muove il culo da casa. Vivaddio allora che non esiste il tele-voto anche per le elezioni. Almeno questo pubblico dovrà alzare il sedere dalla poltrona da teledipendente prima di poter fare la scelta sbagliata.
L’occasione di viaggiare con la mente mi è stata data dal pranzo di due settimane fa circa a casa di N. che ci ha invitato a casa sua per salutarci prima della sua partenza per l’Inghilterra…un pranzo luculliano iniziato alle due del pomeriggio e proseguito fino a poco prima delle 18!
E forse anche per questo motivo, nel viaggio di ritorno, ho iniziato un trip nel mio passato da bambino pendolare. G. ci accompagnava da Torino a Candiolo e viceversa: e durante la strada mi sono tornate in mente alcune immagini, alcune esperienze. Continua a leggere »
La mia passione per le serie tv americane è nota per chi mi conosce; non necessariamente è lo stesso per chi legge questo blog. A questo scopo mi “impegno” a recensire ogni tanto alcune delle mie serie preferite.
Colgo l’occasione, dunque, per parlare di Lost, prima che finisca. Già, perchè dopo tanti anni, siamo arrivati all’attesissima sesta ed ultima stagione.
Lost, recentemente proclamata da Tvblog la migliore serie tv degli anni duemila, è iniziata nel 2004, fuoriuscendo dalla mente di J. J. Abrams e da quelle di Damon Lindelof e di Jeffrey Lieber.
La trama potrebbe sembrare piuttosto semplice ed inflazionata: un gruppo di sopravvissuti ad un disastro aereo, sconosciuti tra loro, si ritrova su di un’isola tropicale, senza possibilità di comunicare con l’esterno. Ma alcuni eventi che si verificano fanno intuire che quest’isola nasconda molti segreti, e che loro stessi siano in realtà più di quello che colpisce l’occhio. Se prosegui la lettura, sappi che dopo il salto ci sono alcuni spoiler!