London… – V parte

Uncategorized

Entriamo con cautela nella stanza, e notiamo subito che l’italiano non c’è. Non è nel letto di fronte ai nostri, e neanche nei nostri. Non è in bagno, nè seduto al tavolo. Non abbiamo acceso la luce, per evitare di svegliarlo se fosse stato lì, quindi la visibilità è poca. Ma a un certo punto scoviamo l’intruso. Nel letto sopra a quello dell’italiano sonnecchia il sesto ospite, seminudo nonostante il freddo, dai tratti orientali.

Non ci facciamo tanto caso, e andiamo a letto, consapevoli di doverci alzare celermente per poter andare a visitare i musei di scienze vari. Tutti puntiamo la sveglia sui nostri cellulari ormai scarichi e ci diciamo buonanotte. Io mi ero messo la sveglia per svegliarmi prima, verso le 8e15.

Mi alzo di soprassalto. Sento "Lacrimosa" di Mozart, la mia suoneria che mi desta al mattino, ma la sento distante, come se stessi sognando…Mi strofino gli occhi per vedere meglio, ma sul frigo non c’è, eppure la sento! Scendo, mi guardo intorno, il suono viene da sotto il frigo. Purtroppo la suoneria cessa e non faccio in tempo a capirne l’origine precisa. Guardo intorno alla borsa, sotto il frigo (magari la vibrazione della sveglia l’ha fatto cadere!)…niente. Dopo qualche minuto di attesa sento improvvisamente un altro suono. E’ la suoneria del japu, che si sveglia di scatto. Ci scambiamo il buongiorno, e lui si blocca per qualche minuto. Poi, di nuovo, sento Lacrimosa. Viene dalla borsa, e infatti il mio Nokia è lì! Probabilmente la notte l’avevo appoggiato dentro per sbaglio…Anche il japu aveva capito che non trovavo il cell, e infatti se la rideva! Guardando l’ora sull’orologio di Lucia, noto che non solo non sono le 8e30, ma sono le 9! Noi dovevamo essere sotto a quell’ora! Cerco di svegliare gli altri, ma invano, al massimo si svegliano ma restano in stato catatonico sul letto. Vabbè, mentre quelli si riprendono e il ragazzo orientale faceva scrocchiare tutte le giunture del suo corpo in modo inquietante, decido di lavarmi i denti e darmi un’ulteriore sciacquata alla faccia per svegliarmi. Inutile. Infatti, sceso il japu, cercava di parlarmi in un inglese perfetto, ma io, che di solito apprezzo le conversazioni anglofone e le persone che vogliono fare conoscenza, rispondo a monosillabe, e soprattutto dimostro l’interesse che potrei dimostrare per una lezione di fisica quantica. Anche gli altri ormai praticamente svegli, se ne sbattono. Povero japu! Infatti dopo un po’ ci saluta, e noi gli diciamo un distratto "ok".

Finalmente scendiamo, facciamo una velocissima colazione, e poi io, Lucia, Marco MVC e Nino ci dirigiamo al Museo di Storia Naturale, lì vicino, mentre Marco&Francesca si fanno la valigia. Giriamo tra dinosauri, animali vari, estinti e non, e esploriamo il corpo e la mente umana attraverso vari giochetti interattivi. Stiamo per andare alla sezione geologica, ma in quel momento arriva lo squillo di Marlock, e quindi usciamo e una volta ritrovati i due piccioncini, andiamo all’altro museo, quello della Scienza e della Tecnica, praticamente dietro l’angolo. Entrando, tra pistoni enormi e auto d’epoca, diamo un’occhiata all’orologio e scegliamo di andare solo ai piani che ci interessavano, cioè quello dell’identità e quello dei videogiochi. In quello dell’identità, in una scenografia stranissima, ci sono vari computer con alcune attività interattive precaricate: in alcune c’è pure una cam per scattarsi una foto e invecchiarsi o cambiarsi di sesso. In altri puoi capire se hai un cervello maschile o femminile, ecc…baggianate insomma! Dopo che ce ne rendiamo conto saliamo, e ci mettiamo in cerchio attorno a una specie di tavolo, su cui è proiettato un gioco. La peculiarità di questi giochi è che sono collaborativi, cioè che si gioca in più persone, girando un tasto e premendone un altro, e si gioca a coppie. Incasinatissimo, ma divertente. Carino anche il sondaggio finale.

Beh, è comunque venuto tardi, io e Lucia dobbiamo ancora prendere i souvenir, e non abbiamo ancora idea di cosa comprare! Così ci separiamo dagli altri, che seguiranno Nino in una nostalgica mangiata, e ci dirigiamo alla stazione della Metro più vicina, scendiamo nel tunnel e ci incamminiamo. Il corridoio sembra non finirecontinua

Annunci

5 pensieri su “London… – V parte

  1. Cla… ma quando si conclude sto viaggio?
    è tremendamente lungo… dovessi fare io una cosa così per roma… uno non la leggerebbe nessuno e due… mi accusereste di non avere capacità di sintesi… e tu?

  2. Ovviamente è voluta la lunghezza, io non sto sintetizzando, sto narrando! E poi tu sei lenta in tutto!
    E cmq io lo leggerei il tuo intervento, anche se lungo!

  3. Ohi! E sto finale quando arriva? Visto ciò che mi hai detto ho iniziato a fare lo stesso su Roma… mi sto dilungando di proposito… per vedere se lo leggerai davvero oppure no! In due interventi ho solo raccontato il viaggio e la nostra prima ora a Roma… sei ancora sicuro che lo leggerai? O mi deluderai?
    Cmq, lo faccio anche per fissare nella mente ogni cosa, perchè questo è il viaggio che rappresenta la fine e l\’inizio… e deve essere dettagliato al massimo!
    Bacio

  4. No! Non ti puoi permettere! Non sto scrivendo il libro dell\’anno, sto raccontando come se fosse parlato, ma tu come al tuo solito devi mettere l\’acido che ti scorre nelle vene in qualunque cosa ti passi sotto mano, rovinandola, avvelenandola, come meglio ti può riuscire! Grazie!

  5. Mamma mia! Non ti sembra di esagerare?! È vero che forse potevo scrivere un commento più dettagliato e fornire una spiegazione maggiore alla mia affermazione, ma non mi sembra di averti stroncato un romanzo…volevo solo dirti che rispetto al resto del blog gli ultimi interventi sono scritti peggio, sembrano quasi buttati lì per la fretta…Non so se è questo il motivo, ma volevo solo dirlo, come osservazione di un tuo affezionato lettore; visto che l\’hai frainteso, o forse ti ha urtato, d\’ora in poi eviterò di commentare in questo senso…
    Visto che non avremo molto tempo per discuterne, nè tu nè io, dato che abbiamo un sacco di cose da fare in questi giorni, volevo solo riconfermare che non ho detto e non penso che tu abbia un sacco di tempo libero, non è credibile, ma ti ho solo detto di prenderti il tuo tempo per farlo, che significa, fallo quando puoi dedicartici. Infatti a me dava l\’impressione che l\’avessi scritta di fretta…
     
    In qualsiasi caso, mi dispiace di averti urtata, non era mia intenzione…Vorrei che anche tu ogni tanto però te ne accorgessi di quando fai male a me…Non voglio essere vittimista, sia chiaro! È solo un desiderio.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...