London… – VI parte, finalmente!

Uncategorized

Arrivati alla stazione vera e propria, interpretati i vari segni disegnati, prendiamo la metro (3€ per un solo viaggio nella zona 1…scandaloso!) e finiamo come previsto a Oxford Circus, il cuore di Oxford Street, la via Roma British.

Il nostro obiettivo primario è acquistare souvenir: come robocop dello shopping scrutiamo ogni vetrina prendendo come unità di misura la tazza, scegliendo i posti in cui costano meno…

Peccato che la nostra indecisione sul cosa comprare prevale, così ci fermiamo in uno shop, poi in un altro ma acquistiamo quasi nulla. Infine diamo un’ultima possibilità a un piccolo e sospetto negozietto dalla parte opposta della strada, raggiunto rischiando la vita attraversando la strada (come in tutta la vacanza, del resto…).

Quello che ci sembrava un piccolo e triste negozietto di souvenir, si rivela invece il paradiso del meravigliosamente kitsch!!! E infatti acquisto qui praticamente tutto, non senza difficoltà nelle transizioni (grazie ancora Lu!)…peccato che terminiamo il tutto precisamente alle 14e30. Non mangiamo, per la fretta, mentre gli altri si erano ingolfati con una English Breakfast a pranzo.

L’appuntamento con gli altri è alle 15e15 all’Hotel. Se non fosse stata quella che gli inglesi chiamano Rush Hour, ce l’avremmo fatta senza problemi. Peccato che il solito maledetto 10 si è fatto attendere come sempre. Non solo, una volta saliti, non ricordandoci la strada, ci viene il dubbio di averlo preso nel verso sbagliato; ipotesi confermata da un passeggero. Fortunatamente, non fidandomi della risposta affrettata di quell’idiota, ho chiesto a un’altra signora, che invece mi ha confermato la direzione. Così possiamo rilassarci una mezzoretta, tanto ormai eravamo in ritardo! Nel frattempo, mi diletto nell’unica conversazione in inglese fluente dei tre giorni, con una signora algerina (o qualcosa del genere), che mi ha raccontato il suo arrivo a Londra, la sua luna di miele in Italia a Venezia, e tante altre cose…molto simpatica comunque!

Infine, il 10 arriva alla fermata Royal Albert Hall. Scendiamo e raggiungiamo gli altri, che nel frattempo hanno portato fuori i bagagli. A questo proposito, noto con estremo dispiacere che la valigia che condividevamo io e Lucia era improvvisamente aumentata incredibilmente di peso…in quelle condizioni non l’avrebbero accettata a bordo…ma ci avremmo pensato dopo. Prendiamo il pullman, ci porta alla Victoria Station, qui acchiappiamo la navetta per l’aeroporto. Non prima comunque di aver acchiappato un panino porchissimo e cipolloso da SubWay io, e muffin e donuts per tutti (Nino). Sul pullman ovviamente divoriamo tutto e ci abbiocchiamo un po’ (io no, mi saliva la cipolla!)

Giunti a Stansted, ci prepariamo al peggio, cioè i maxicontrolli di sicurezza. Non solo il bagaglio è troppo pesante per le politiche di RyanAir, cosa a cui abbiamo ovviato suddividendo la roba in eccesso tra i bagagli a mano di tutti, ma ci hanno fatto togliere le scarpe per controllare anche lì…ma vabbè…Il forte è stato quando passando nel MetalDetector questo suona: probabilmente è la mia cintura; provo a spiegarlo al giovane poliziotto, ma mi chiede comunque di farmi perquisire….porcaccia…che perdita di tempo! Il ragazzo, di chiara origine araba, come molti agenti lì, inizia a perquisirmi, cercando comunque di mettermi a mio agio, ma facendomi anche domande sulla mia destinazione, sulla mia provenienza, ecc…quando dico che vengo dall’Italia, da Torino, fa una faccia come dire "Mah" e difatti ripete un po’ scettico la mia affermazione, e poi però aggiunge che è bella e che c’è stato. Poi dice un’altra cosa, ma lì non ho proprio capito, sembrava parlasse davvero arabo in quel momento! Lui sembrava sempre più insospettito, così gli dico che non ho capito le ultime cose che ha detto, ma mi lascia andare…Lui. Perchè poi mi ferma un’altro, stavolta un inglese, e mi chiede se può aprire il bagaglio a mano…se ti dico no, che fai, mi lasci andare?! Che razza di domanda idiota!…comunque, dopo averlo avvisato che in un sacchetto c’è "dirty laundry" (translated by Nino), decide di controllare la mia povera fotocamera digitale! Non ci hanno fatto portare neanche l’acqua, come previsto…e vabbè….

Infine, stanchi ma felici, ci dirigiamo al gate per l’imbarco. Anche qui problemi: attese, ritardi, Schifani, spinte. Ma alla fine, eccoci sull’aereo. Ultima fila, in coda al velivolo, nuovo di zecca. Nessuno, nonostante la stanchezza, dorme. Parliamo, beviamo, guardiamo le luci delle città sotto di noi, e rimaniamo affascinati da una non meglio definita città inglese, ma soprattutto dalla bellissima Parigi. Ciao Londra, ci siamo divertiti, abbiamo visto posti nuovi, mangiato cose nuove, abbiamo riincontrato Anna, e non siamo neanche stati contaminati dal polonio! Grazie London, grazie di tutto!

FINE….era ora!

Annunci

Un pensiero su “London… – VI parte, finalmente!

  1. Ah ah ah ah ah!
    Che figo!!! Ma cosa hanno guardato nelle scarpe? E poi che coraggio? Dopo che le avete tenute ai piedi per giorni girando per Londra, non dev\’essere stata una bella esperienza! Ora per colpa vostra penseranno che gli Italiani sono dei maiali che puzzano e non si lavano!
    Ah ah ah ah ah ah!

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...