Quando non si ama abbastanza…

Notizie e politica

Ecco cosa capita quando non si ama abbastanza. Si soffre. E così ora gli italiani, tutti, pro e contro, soffriranno, spesso senza accorgersene. Perchè Berlusconi non è come una ferita, che te ne accorgi, che sanguina e lacera. E più simile a un tumore, che quando si insidia inizia a corrodere l’organismo dall’interno in modo osceno e terribile. Il dolore è anche nella cura, e se rimangono cellule tumorali è molto pericoloso. Questo è stato e questo sarà.
Berlusconi, ma sarebbe più corretto parlare del centrodestra italiano, ha fatto cinque anni di governo incentrato su punti di un fantomatico contratto con gli italiani, ovviamente non rispettato, e attraverso il quale ha disseminato il Paese dei peggiori vizi della politica, proprio lui che nel 1994 si proclamava, in modo quasi blasfemo, uomo nuovo, non legato alla politica in quanto imprenditore, quindi, secondo lui, non un ladro. Poco contava che fosse amico di Craxi, di Dell’Utri, che avesse il mafioso Mangano come stalliere: quello che gli Italiani riconoscevano in lui era l’uomo che si era fatto da sè, dalle umili origini che era riuscito a diventare il più ricco. Questo era evidentemente il sogno degli italiani, e in lui vedevano, superficialmente, una grande onestà. Il suo governo cadde dopo soli 8 mesi, proprio a causa della Lega Nord. Ritornò nel 2001, guidando il Paese senza un minimo di controllo sui prezzi dovuti all’adozione dell’Euro, iniziando una politica di sospetti, di volgarità, di violenza, di illegalità incoraggiata, di repressione, nonchè di intromissioni della Chiesa nella vita civile. Verso la fine del mandato i suoi alleati si erano dissociati da alcune posizioni, cercando di emergere come futuri leader della coalizione, facendo emergere tutte le contraddizioni interne, sommerse fino a quel momento per conservare ognuno la propria posizione. Risultato: Italia con crescita pari a 0, e debito pubblico sopra al 4%, grazie alla politica fiscale di Tremonti. Non dimentico i soldati morti in Iraq, mandati per far piacere agli Stati Uniti, e senza la decisione dell’ONU.
E ora, Berlusconi, che ancora a 72 anni si proclama novità, trionfa di nuovo, grazie anche allo strepitoso risultato della Lega Nord, che ha ottenuto tantissimi voti, al pari del 1996. Questo può indicare che molte persone sentono sempre più lontane le istituzioni, e invece di provare a migliorarle con la partecipazione, preferiscono la separazione.
Cosa ci attende ora? Qualche esponente del Popolo della Libertà, durante la campagna elettorale, ha già annunciato alcune prese di posizione inquietanti. Da chi vorrebbe "pimpare" i libri di storia, come dice Caparezza, a chi proclama eroe il mafioso Mangano. Chi dice di voler reintrodurre lo scalone per la pensione e di proibire l’uso delle intercettazioni per l’informazione. And so on…
 
Più che spaventarmi il futuro però mi sconforta il presente. Possibile che così tante persone amino il loro Paese solo a parole? Come mai in così tanti hanno votato per un partito dichiaratamente razzista, antiistituzionale, omofobo, blasfemo, e chi più ne ha più ne metta? E come mai tutte quelle persone hanno dato nuovamente fiducia a Berlusconi, 72enne, che si propone ancora come Presidente del Consiglio (puntando forse a una futura candidatura a Presidente della Repubblica, ipotesi che al solo pensiero mi disgusta)? Insomma tanti interrogativi spiegabili probabilmente dal clima di antipolitica e di disillusione che si è creato in questi ultimi mesi, proprio a causa della percezione distante dalle reali esigenze dei cittadini. Inoltre il governo Prodi ha sempre goduto di cattiva popolarità a causa della sua eterogeneità e della politica fiscale di lotta all’evasione, per risanare i conti pubblici. Berlusconi, in campagna elettorale, ha continuamente fatto leva su queste "paure" degli italiani, giocando con l’ignoranza delle persone, e parlando di aumento spropositato della pressione fiscale, spacciandolo per aumento delle tasse, che effettivamente c’è stato, ma non come lo intende lui. Insomma, il volpone ha colpito ancora.
Eppure sono convinto che non sia così facile spiegare questo sfacelo. Credo ci sia dell’altro, evidentemente è proprio che l’Italia non sa trovare un’identità, una base di valori condivisi. Siamo facili alle passioni, impermeabili all’impegno. Che schifo…Noi che discendiamo da uomini che hanno Fatto la storia politica, economica, sociale, culturale di tutto il mondo. Che abbiamo da sempre sognato l’unità. Filosofi, navigatori, scrittori ispirati, religiosi: quante persone si staranno rivoltando nella tomba ora?!
 
Fortunatamente non è tutto da buttare. Un dato assolutamente positivo è il fatto che ho notato un maggiore entusiasmo da parte dei giovani, e soprattutto che i giovani, in particolare alcuni, sanno ancora stupirmi. Questo, a mio avviso, promette bene. Non per il Governo forse, ma per una società migliore sì. Io ci credo ancora, e mi adopererò sempre nelle mie possibilità.
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3 pensieri su “Quando non si ama abbastanza…

  1. a me \’st\’idea dell\’italia culla di filosofi e d artisti caduta improvvisamente nel baratro non mi convince; così come quella che  quando vincono i nostri l\’Italia "ha sollevato in capo" e che quando vincono loro "siamo messi male, quest\’italiani sono cacca", non mi convince. Non è realista, non vede ciò che succede. Si critica giustamente la sinistra arlecchino per l\’ideologia vetusta, ma non si guarda in casa propria. Cos\’era il "si può fare" se non ideologia, se non slogan staccato dal reale, artificio, menzogna, in definitiva ideologia anch\’essa? Ideologia in quanto sospensione del razionale, spegnimento momentaneo del cervello.Si può fare? Con al Binetti e Pannella. No, almeno non per ora, non prendiamoci in giro, non siamo ideologici!

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