YouChoose: scelta di un sogno di mezza estate…

GiOC

Questo era il titolo del campo, che io, Pj, Marco e Vitto abbiamo scelto andando per la prima volta alla Cascina Caccia a San Sebastiano da Po, che sarebbe diventata poi la prima tappa del campo itinerante di terza tappa, concluso domenica scorsa.

Fuori piove. Anche dentro di me, in fondo.

Da quasi un anno pensavo a questo campo: avevo iniziato a raccogliere canzoni, annotandomi quelle che avrebbero potuto farne parte; avevo cominciato a pensarne i contenuti, a elaborarne le modalità, a studiare i possibili temi; cominciavo a pensare a come coronare questo cammino del gruppo.

Cammino cominciato, con meno consapevolezza del suo valore, circa 7 anni fa. Cominciato con tantissimi ragazzini, capitati lì più per caso o per abitudine che per altro. Con 4 animatori inesperti, ma desiderosi di impegnarsi a fondo. Poi di questi animatori ne sono rimasti solo due, io e Pj, dapprima divisi per portare avanti due gruppi, poi riuniti quando il numero dei componenti l’ha permesso.

I tre anni di gruppo corrispondenti a quelli delle scuole medie sono passati con una certa lentezza in fondo. Le cose sono cambiate con i gruppi delle superiori, con me e Pj universitari e i ragazzi impegnati nella scuola e nello sport, e diversamente motivati a partecipare a gruppo. Gruppo ormai seguito dal progetto educativo della GiOC, orientato al coordinamento delle diverse realtà torinesi e non. E questo secondo me ha fatto la differenza nel lungo tempo.

Tre campi e tante giornate di massa fatte con moltissimi ragazzi diversi: truzzi, alternativi, estrosi, solitari, casinisti, tranquilli….diversi uno dall’altro. Questa enorme ricchezza è stata fondamentale, per quanto implicita ed ignorata, quando non disprezzata dagli stessi ragazzi.

E in mezzo a tutto questo, la notizia del cambiamento della politica della GiOC di seguire i ragazzi fino alla quinta, concentrando le tappe educative in soli quattro anni, costringendoci a terminare prima. Notizia presa malissimo da tutti, me compreso.

E così, quest’anno, la terza tappa, l’ultima. Il punto di convergenza tanto temuto. La fine di un cammino, l’inizio di un altro. Un doloroso arrivederci in fondo. La scelta di proporre un campo itinerante, con tutte le conseguenze che ne sarebbero derivate. La scelta di essere democratici fin dall’inizio, di lasciare la responsabilità della scelta ai ragazzi, che hanno confermato le nostre pensate.

E dopo un mare di coordinamenti, di calcoli, di telefonate, di accordi, il campo è cominciato ufficialmente lunedì 21 luglio 2008. Un lungo viaggio, partendo dalla parrocchia di San Giulio, dove tutto è cominciato 4 anni prima, passando per alcune forti esperienze, uniche in Italia, per ritornare poi ad Exilles, carichi di nuova linfa vitale, pronti per guardarsi dentro e fare le proprie scelte. Abbiamo incontrato Davide Mattiello di ACMOS e Libera, i Nomadelfi, la Fraternità di Gerusalemme, ma anche la gente comune di Firenze, lavoratori come tanti con esperienze uniche. E tornati ad Exilles, abbiamo ascoltato le bellissime storie di vita di Angelo, Stefano, Vittorio e Martina.

Ma non è dell’organizzazione che voglio parlare. Sono le persone che hanno fatto la differenza. A partire dal coordinamento dei responsabili, coeso e unito negli intenti. Ma anche di don Paolo, così esuberante e passionale nel predicare il Vangelo, così umano. Ma anche di Amalia e Marco, che hanno saputo tenere testa a tutte le situazioni, dalle ferite alla febbre, dai ritardi alle improvvisazioni.

Ma il cuore ce l’avete messo soprattutto voi ragazzi. Tutti.

I ragazzi dei CFP, catapultati nel nostro mondo, non completamente integrati, purtroppo, ma hanno fatto la loro parte. Grazie Jader, Cristina, Papiro, Amanda, Andrea e anche al povero Nazario.

Grazie a Massimo di San Giulio, buono e disponibile come sempre.

La sensibile Valentina, improvvisata infermiera, e la dolce Irene coi suoi massaggi. Chiara, simpatica e gentile, e Miriam, sempre sorridente. Grazie Peppiossasche!

Grazie anche ai ragazzi di Piossa, i tarri della situazione. Gene, che già l’anno scorso avevo apprezzato, quest’anno ha superato se stesso. Gae, con la sua semplicità e la sua cortesia. Matteo, sempre più lanciato nell’ilatiano e attivo come sempre. Cimi, il ferito e lo spavaldo, con la sua faccia da schiaffi. E poi Bozza, casinista, mai serio, eppure con così tanto da dire, quando vuole. Confermo la mia ammirazione per voi, capaci di voler bene così a fondo agli altri. È una grandissima ricchezza, che se vorrete potrete allargare a tutti, contagiandoli. Non perdete questa capacità, ma rendetevi conto delle vostre potenzialità! Spero che prima o poi possiate venirne realmente a conoscenza.

E poi, soprattutto, grazie ai gruppi di Mirafiori: quello dell’Ascensione, con l’irascibile ma giustissima Maria, la riflessiva Roberta, l’allegra ma emotiva Elisabetta e la vamp Federica. Grazie.

Ma in particolare ringrazio il gruppo della Pente, quello che 7 anni fa, anche se non lo sapeva, cominciava a delinearsi. Quello che quei due ragazzi appena maggiorenni cominciavano a seguire con mille speranze e non senza difficoltà. Con quelle persone speciali che da subito o durante gli anni ne hanno fatto parte. Davide, sempre restio all’esprimersi, ma di un’intelligenza spesso disarmante. Mauro, così sensibile e insicuro, nonostante l’apparenza da grand’uomo. Maria, un po’ timida ma appassionata e determinata. Sara, così cresciuta in questi anni. Simone, talvolta collerico ma buono ed affettuoso ed entusiasta. E Lorenzo, arrivato da giusto un anno, ma già parte fondamentale del gruppo. Vedervi e sentirvi al falò di sabato sera è stata per me una tempesta di emozioni: malinconia, orgoglio, soddisfazione, tristezza, felicità, affetto, passione, dedizione. Mi sono commosso, non tanto per le belle parole, ma per gli abbracci tra di voi, e soprattutto per quello che Mauro mi ha dato, sussurrandomi i suoi pensieri, insieme con quelli di Sara, che ci aveva appena raggiunti. Non dimenticherò quel momento di estrema emozione. Anche per uno come me.

Mi sono commosso di nuovo la mattina dopo, durante le vostre firme, e di nuovo vedendo Mauro. Vederlo ciondolare avvicinandosi al cartellone per documentare il suo impegno, così alto, così umano, mi ha fatto tornare in mente una delle prima conversazioni con lui, 7 anni fa. Lui non era in gruppo con me e Pj, eppure sapeva tutto di me. E poi, la sua sensibilità, che mi ha sempre stupito. E da lì, in pochi secondi, la mia mente e il mio cuore sono tornati a visualizzare tutti voi, in una sorta di viaggio nel tempo, per poi rivedervi ora. Non ho potuto fare a meno di versare qualche lacrima di commozione. Anche rivolta a chi non ha saputo cogliere questa opportunità del campo.

Ora, ora siete grandi; lo siete sempre stati in realtà, ma ora ne avete la consapevolezza anagrafica. È giunto il momento di scegliere cosa fare della propria persona, della propria dignità, dei propri talenti, delle proprie aspirazioni. Noi abbiamo deciso di continuare il coordinamento e voi vi siete impegnati allo stesso modo. Ma il cambiamento deve partire da voi. Dovete essere voi, e nessun altro. Amatevi ed amate. Costruitevi e costruite.

Credo, nonostante il coordinamento continui e come gruppo non sarete abbandonati a voi stessi, che io abbia smesso da tempo di darvi qualcosa. D’ora in avanti siete voi a scegliere per voi stessi. Io e Pj su questo non avremo più potere a riguardo, fortunatamente.

Vorrei poter scrivere mille altre cose, ma non solo sarei noioso, sarei inopportuno.

Fuori ha smesso di piovere. Dentro non lo so. Ma so per certo che in fondo all’arcobaleno ci siete voi.

Vi voglio bene ragazzi!

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4 pensieri su “YouChoose: scelta di un sogno di mezza estate…

  1. Claudio!! sei sempre un mito!
    siamo giunti alla fine di un percorso… ma come hai detto tu con esattezza e precisione: "non sarete abbandonati a voi stessi".
    Noi continueremo a lavorare per voi, ma è davvero tempo di scegliere con coerenza, determinazione e un po\’ di "coraggio"…
     
    un abbraccio a tutti. Vitto.

  2. Ehi,Clà!!!!Oddio…qnta amarezza..troppe emozioni tt insieme..magone magone. Ke dire,nn ci sn le giuste parole x descivere 7 anni..così tanti,così poki!!!"""""Eppure ci hanno cambiato la vita..sembra ieri""""…ricord sta canzone ke io te l\’altr maria e roby cantavam dp una giornata di mare a Reggio??Ecco,l\’ho modificata. Ci avete cambiato la vita. Io xsonalm la penso così. Sei grande. Ti Voglio Bene. E ank se qsto cammino è finito-iniziato (dipende dai punti di vista),posso dire ke nn dim entikerò mai il vostro impegno da anmatori..i vostri gioki,i vostri skerzi,le vostre perle, i vostri momenti di gruppo,le nostre litigate ed il RESTO!!! Cla,A PRESTO!!!!
    1 baciONE..l\’irascibile ma giustissima Maria. GRAZIE DI TUTTO ANIMATORE!!!!
     

  3. Claudio sei 1 capooooooo!!!
    hihihihihihih…7 anni…sono volati…all\’inizio tutti incosapevoli…tanti piccoli mocciosiche non facevano altro che fare macello a gruppo e durante i campi….ora piccole grandi persone, pronte ad 1 piccola grande scelta…di scegliere che uomo o donna diventare…
    ti voglio bene Claudio…e se sono così lo devo anche tanto a te!!!
    baci,
    dalla piccola (mica tanto!!) determinata Mari!!!

  4. Claudio!!!!!!!!=)..certo che è troppo strano leggere tutti questi interventi sui vari blog..tutte queste emozioni..i ricordi..le risate..le lacrime..le parole..ogni singolo momento che ciascuno di noi sta cercando di immortalare con le parole..ma tanto credo davvero che questi 7 anni di gruppi difficilmente si possano cancellare dalle nostre menti..perchè quando un qualcosa ti segna dentro e ti fa crescere, è quasi impossibile che si possa scordare..
    ..e allora grazie davvero per tutto ciò ceh avete fatto per noi..e anche di essermi stato vicino al falò..=)
    ..un bacione grande!!!!!!!!
    *Ebisatella*

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