Super 8

Personale, Storie di vita

Oggi mi è capitata una cosa strana. Ero a casa di alcuni prozii, e cercavo di mettere a posto il decoder digitale terrestre, visti tutti i disagi occorsi, e di far sì che potessero vedere anche VHS.

Così, per provare se i collegamenti funzionavano, inseriamo una videocassetta: sono filmini fatti in casa, video di famiglia di 30 anni fa. Senza suoni o musica. Erano immagini tratte da vecchi Super 8 riversati su VHS, e avevano qualcosa che li rendeva simili alle proiezioni dei Lumière.

Sullo schermo scorrevano scene familiari: i miei prozii con loro figlio da piccolino, che giocava con altri bimbi o andava in bici. I miei zii guardavano rapiti lo schermo e ricordavano tutte le situazioni in modo incredibilmente vivido.

Quello che mi ha colpito di più però era la forma del contenuto che osservavamo: solo immagini in sequenza, con un’innaturale velocità di scorrimento e un montaggio da pre-cinema. Nonostante queste parole il mio è un discorso sul trasporto psicologico delle scene, non sulla tecnica. È stato qualcosa di surreale: riuscivo a captare una tensione emotiva molto forte, dietro a quei graffi sulla pellicola riportati su VHS, a quelle immagini un po’ granulose e impresse un po’ per caso. I personaggi, dai miei zii al piccolo cugino, agli altri, tra cui mia mamma e i miei nonni, con i loro movimenti veloci e i loro volti a tratti imbarazzati per le riprese, e allo stesso tempo con un senso di recitato, facevano proprio pensare ai primi film dei Lumière, finte riprese del reale.

E nonostante non fossero ricordi miei, quelle immagini me li trasmettevano. In qualche modo capivo cosa provavano gli altri spettatori, o forse mi illudevo di farlo. Un forte potere suggestivo. Poi rivedo Mirafiori, quella di quegli anni, non solo palazzoni, ma prati e case basse. Strade sterrate, poche auto. Un altro mondo, non per forza migliore, ma diverso.

Tanti piccoli frammenti di storie e di Storia, fusi insieme e impressi su una pellicola. E impressionante è guardarle e pensarci su. Le immagini sono potentissime, qualunque sia la qualità delle stesse: a questo penso. E penso alle piccole gioie e alle grandi tragedie della mia famiglia, un po’ riassunte in quel video senza suono. E a quante altre storie ci sono intorno a noi, ma che non possiamo o non vogliamo conoscere e condividere, come invece una comunità dovrebbe fare per salvaguardarsi e per essere unita.

Sto passando da un argomento ad un altro, me ne rendo conto. Ma sono ipertestuale anche io, e non ho il potere del Super 8.

Foto | doctorvee

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