Tutto cambia, niente cambia

Personale

È da molto che non scrivo. Probabilmente ne potevano fare a meno in molti, forse pure io.

Ad ogni modo, ci sono stati giorni in cui avrei voluto scrivere molto, ma il tempo era tiranno, e il fisico non reggeva. Menchemeno il cervello, che poi è quello che alla fine dei conti fa andare il fisico.

È un periodo di cosciente narcolessia: mi addormento in macchina mentre parlo con gli amici, mentre guardo le serie tv, mentre leggo.

Vorrei scrivere di più, condividere qualcosa in più, per quanto non gliene freghi niente a nessuno.

Ma è un periodo “un po’ così”.

L’unica riflessione che mi sento di condividere, che ognuno può interpretare a proprio modo, è proprio quella del titolo: tutto cambia, e niente cambia. Più vado avanti e più me ne rendo conto, ma non è sempre un male.

Come dico sempre, dipende dalle persone.

Bene e male, bene o male, siamo noi.

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Perchè.

Personale

Non so se è tempo di spiegazioni, ma mi sento di darle. Perchè ho scelto questo nome per il blog? Perchè proprio il Nodo di Gordio?

Come sempre, non c’è una sola verità. La scelta in realtà è stata casuale: il periodo in cui ho aperto il blog è lo stesso in cui al cinema usciva Watchmen, e leggendo una recensione mi sono ricordato dell’aneddoto di Alessandro Magno e del famoso nodo, citato anche nella graphic novel.

Per chi non lo sapesse, questo nodo era una sfida intellettuale che Alessandro Magno si era trovato ad affrontare: una profezia diceva che chi avesse sciolto il nodo che legava il carro di Gordio al palazzo del re avrebbe regnato sull’Asia. Chiaramente il “buon” Alessandro non poteva non farsi attrarre dall’idea: giunto di fronte alla difficoltà che molti prima di lui avevano provato a risolvere, non si fa intimorire dal nodo, e con un colpo di spada lo taglia, liberando effettivamente il carro. Un genio o un rozzo? Frutto della riflessione o dell’istinto? Non lo sapremo mai, ma mi piace pensare che sia un po’ tutte e due.

Da questo aneddoto deriva l’espressione “nodo gordiano”, per indicare qualcosa di complicatissimo ma che si può facilmente risolvere con soluzioni “alessandrine”.

Dato che, come si sarà anche dedotto, mi piace la filosofia, la riflessione, ma allo stesso tempo ho una forte tensione al cambiamento della realtà, il termine nodo di gordio mi sembrava effettivamente il più adatto.

Era necessario scrivere un post del genere? Probabilmente no. Ma non tutta la realtà è necessaria, però esiste.

Il secondo teorema dell’Umanità del XXI Secolo

Personale, Punti di vista

Dopo aver analizzato un aspetto più strettamente relativo alla singola persona, ora vorrei concentrarmi su tendenze generalizzate e, per certi versi, quantificabili. La seconda legge dell’Umanità del XXI Secolo riguarda infatti la necessità umana di riconoscersi in qualcuno o qualcosa, il bisogno di fare riferimento ad un qualche tipo di modello di vita.

L’Uomo attraversa vari stadi di riconoscimento collettivo in almeno tre modelli concreti o astratti, ma con caratteristiche estremamente diverse tra loro. Sebbene i modelli non si escludano l’un l’altro, è raro che siano tutti e tre contemplati contemporaneamente. La facilità di riconoscersi in uno di essi è inversamente proporzionale alla loro effettiva credibilità.

Il primo teorema dell’Umanità del XXI Secolo

Personale, Punti di vista

Un portachiavi tra i tanti

Con il passare del tempo, filosofeggiando, mi sono reso conto di come certe cose sono legate da regole quasi ferree. E un po’ come i filosofi di un tempo, che presumevano di poter racchiudere la Verità in poche parole, anche io ultimamente mi sto cimentando in questo esercizio di umanità.

Essendo di formazione scientifico-ingegneristica, non posso che enunciare una legge quasi matematica, che però riguarda un concetto tutt’altro che afferrabile con strumenti di questo tipo.