Tutto cambia, niente cambia

Personale

È da molto che non scrivo. Probabilmente ne potevano fare a meno in molti, forse pure io.

Ad ogni modo, ci sono stati giorni in cui avrei voluto scrivere molto, ma il tempo era tiranno, e il fisico non reggeva. Menchemeno il cervello, che poi è quello che alla fine dei conti fa andare il fisico.

È un periodo di cosciente narcolessia: mi addormento in macchina mentre parlo con gli amici, mentre guardo le serie tv, mentre leggo.

Vorrei scrivere di più, condividere qualcosa in più, per quanto non gliene freghi niente a nessuno.

Ma è un periodo “un po’ così”.

L’unica riflessione che mi sento di condividere, che ognuno può interpretare a proprio modo, è proprio quella del titolo: tutto cambia, e niente cambia. Più vado avanti e più me ne rendo conto, ma non è sempre un male.

Come dico sempre, dipende dalle persone.

Bene e male, bene o male, siamo noi.

Tangenziale dei ricordi

Epifanie, Personale, Storie di vita, torino

Corso Unione Sovietica, TorinoL’occasione di viaggiare con la mente mi è stata data dal pranzo di due settimane fa circa a casa di N. che ci ha invitato a casa sua per salutarci prima della sua partenza per l’Inghilterra…un pranzo luculliano iniziato alle due del pomeriggio e proseguito fino a poco prima delle 18!

E forse anche per questo motivo, nel viaggio di ritorno, ho iniziato un trip nel mio passato da bambino pendolare. G. ci accompagnava da Torino a Candiolo e viceversa: e durante la strada mi sono tornate in mente alcune immagini, alcune esperienze.

A novanta

Personale, Storie di vita

Il titolo dice già molto. Ma necessita di una spiegazione per non essere troppo equivocato…
E’ da oltre un mese ormai che soffro di mal di schiena più o meno forti, al punto di rimanere bloccato e dolorante.
A causa di questo spiacevole e doloroso imprevisto mi sono recato al pronto soccorso prima, e dal fisioterapista poi. Risultato? Una protrusione discale: niente di gravissimo, per carità, ma dopo un mese e mezzo di pertosse stare bene non mi avrebbe fatto tanto schifo!
Il fisioterapista che mi ha seguito mi ha quindi consigliato, dopo qualche seduta, di partecipare come volontario ad un corso di fisioterapisti all’ospedale San Camillo di Torino. Credo che il corso avesse a che fare con questa associazione o con questa, che poi, se ho capito bene, è la versione italiana. Non sapevo quasi nulla, se non dove e quando presentarmi.

Arrivato lì, ho scoperto il tutto. In pratica avrei fatto da “cavia” a fisioterapisti professionisti che stavano sperimentando un metodo particolare di diagnosi, lavorando a coppie con un paziente volontario come me, e seguiti da un professore. Abituato dal mio fisioterapista a denudare solo il petto, lì invece mi sono visto costretto a spogliarmi quasi completamente, rimanendo in boxer al freddo al gelo, sotto gli sguardi di tutti, che a dire il vero avevano comunque ben altro da fare che badare a me.

Perchè.

Personale

Non so se è tempo di spiegazioni, ma mi sento di darle. Perchè ho scelto questo nome per il blog? Perchè proprio il Nodo di Gordio?

Come sempre, non c’è una sola verità. La scelta in realtà è stata casuale: il periodo in cui ho aperto il blog è lo stesso in cui al cinema usciva Watchmen, e leggendo una recensione mi sono ricordato dell’aneddoto di Alessandro Magno e del famoso nodo, citato anche nella graphic novel.

Per chi non lo sapesse, questo nodo era una sfida intellettuale che Alessandro Magno si era trovato ad affrontare: una profezia diceva che chi avesse sciolto il nodo che legava il carro di Gordio al palazzo del re avrebbe regnato sull’Asia. Chiaramente il “buon” Alessandro non poteva non farsi attrarre dall’idea: giunto di fronte alla difficoltà che molti prima di lui avevano provato a risolvere, non si fa intimorire dal nodo, e con un colpo di spada lo taglia, liberando effettivamente il carro. Un genio o un rozzo? Frutto della riflessione o dell’istinto? Non lo sapremo mai, ma mi piace pensare che sia un po’ tutte e due.

Da questo aneddoto deriva l’espressione “nodo gordiano”, per indicare qualcosa di complicatissimo ma che si può facilmente risolvere con soluzioni “alessandrine”.

Dato che, come si sarà anche dedotto, mi piace la filosofia, la riflessione, ma allo stesso tempo ho una forte tensione al cambiamento della realtà, il termine nodo di gordio mi sembrava effettivamente il più adatto.

Era necessario scrivere un post del genere? Probabilmente no. Ma non tutta la realtà è necessaria, però esiste.

Il secondo teorema dell’Umanità del XXI Secolo

Personale, Punti di vista

Dopo aver analizzato un aspetto più strettamente relativo alla singola persona, ora vorrei concentrarmi su tendenze generalizzate e, per certi versi, quantificabili. La seconda legge dell’Umanità del XXI Secolo riguarda infatti la necessità umana di riconoscersi in qualcuno o qualcosa, il bisogno di fare riferimento ad un qualche tipo di modello di vita.

L’Uomo attraversa vari stadi di riconoscimento collettivo in almeno tre modelli concreti o astratti, ma con caratteristiche estremamente diverse tra loro. Sebbene i modelli non si escludano l’un l’altro, è raro che siano tutti e tre contemplati contemporaneamente. La facilità di riconoscersi in uno di essi è inversamente proporzionale alla loro effettiva credibilità.

Uno spiacevole ricordo, all’improvviso

Epifanie, Personale

Una mente soggettistica (come mi piace pensare sia la mia) spesso comincia a vaneggiare, soprattutto durante i viaggi lunghi, mentre guardo le altre persone che viaggiano con me su pullman e tram. È successo anche ieri. Ogni tanto questa testa elabora storie tratte dalla vita vera, dalle mie esperienze, o dalle cose che in parte sono entrate a farne parte, volente o nolente.

Tra queste, la tragedia accaduta due anni fa. Ero sul pullman, non so quale sia stato l’elemento scatenante, ma ad un certo punto ho ricominciato a pensare a quei giorni. A quella sera terribile.

Maggio 2007: doveva essere una sera come tante. Anzi, era prevista l’Assemblea di Zona della GiOC di Mirafiori (un momento importante per tutti i militanti del territorio), e infatti io, Claudia e Marco stavamo andando al Redentore proprio per quel motivo. Io ero pronto come sempre a polemizzare su qualcosa, forse senza prestare tanto attenzione al cosa; ma anche a scherzare con chi mi andava.

Arrivati sul luogo dell’incontro, non ho capito subito la gravità della situazione, e mentre mi preparavo qualche battuta, osservavo con ingenuità la distanza che le persone avevano preso le une con le altre: non c’erano i soliti chiacchiericci, ma erano tutti divisi in coppie, o piccoli gruppetti. Qualcuno, mi è stato possibile notarlo, piangeva.

Il primo teorema dell’Umanità del XXI Secolo

Personale, Punti di vista

Un portachiavi tra i tanti

Con il passare del tempo, filosofeggiando, mi sono reso conto di come certe cose sono legate da regole quasi ferree. E un po’ come i filosofi di un tempo, che presumevano di poter racchiudere la Verità in poche parole, anche io ultimamente mi sto cimentando in questo esercizio di umanità.

Essendo di formazione scientifico-ingegneristica, non posso che enunciare una legge quasi matematica, che però riguarda un concetto tutt’altro che afferrabile con strumenti di questo tipo.

Chiamiamolo lavoro

Personale

Scena de Dopo la laurea specialistica, chi si aspetta di trovare immediatamente lavoro avrà spesso brutte sorprese. Lo è stato anche per me…

Durante la ricerca di uno stage o qualcosa del genere, però, mi sono imbattuto in blogo.it, un network nazionale di blog, di cui fanno parte tvblog e cineblog, tanto per citarne due.

Mi sono quindi proposto come collaboratore….et voilà, sono diventato un blogger retribuito anch’io. Per dovere di cronaca scrivo su blogvoip. Se vi interessano le tematiche relative a telefonate via internet e cose del genere, dateci un’occhiata!

Foto | fraxnet

Annozero

Personale

Benvenuto visitatore anonimo e visitatore conosciuto.

Sei giunto, tuo malgrado probabilmente, su questo blog attualmente solo in fase di sperimentazione. Questo è il primo post, che non parla di molto, sperando che quelli futuri siano più pregni di significato.

Potrebbe diventare un contenitore di informazione o di poesie, di racconti o di discussioni. Potrebbe semplicemente essere il proseguimento naturale del mio vecchio “blog”, che era un po’ tutto ciò. In ogni caso, tanto vale cominciare.

Annozero quindi. Non solo perchè è giovedì.