Morti che camminano

serie tv

No, questo post non vuole essere un omaggio al bellissimo film con Sean Penn e Susan Sarandon. Voglio invece dedicarlo ad una serie TV con ascolti strepitosi che negli anni ha conservato lo spirito con il quale è nata, e anzi aumentando la propria qualità di anno in anno. Sto parlando di The Walking Dead, ispirata all’omonimo comic americano. La storia è apparentemente molto semplice: il protagonista, il poliziotto Rick Grimes, si risveglia dal coma e trova il mondo completamente stravolto. Una misteriosa epidemia decima la popolazione mondiale e i morti tornano in forma di zombie (qui chiamati walkers, erranti), esseri con un’unica primordiale, paradossale ed irrefrenabile necessità: sfamarsi dei vivi. Riuscirà Rick a sopravvivere e ritrovare la sua famiglia? E se si, a quale prezzo?

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Super 8

Personale, Storie di vita

Oggi mi è capitata una cosa strana. Ero a casa di alcuni prozii, e cercavo di mettere a posto il decoder digitale terrestre, visti tutti i disagi occorsi, e di far sì che potessero vedere anche VHS.

Così, per provare se i collegamenti funzionavano, inseriamo una videocassetta: sono filmini fatti in casa, video di famiglia di 30 anni fa. Senza suoni o musica. Erano immagini tratte da vecchi Super 8 riversati su VHS, e avevano qualcosa che li rendeva simili alle proiezioni dei Lumière.

La metafora del pedone

Epifanie, Personale, Punti di vista

Non è difficile accostare la vita ad un cammino: lo fanno le religioni, lo fanno i filosofi, e lo facciamo un po’ tutti nel nostro piccolo. A questo punto, però, mi piacerebbe fare un piccolo “zoom”.

Come ho già detto precedentemente, traggo molto spesso spunto dalle piccole cose che mi succedono nella vita per poi rifletterci su. E di nuovo, puntuale come un orologio, e casuale come una pura coincidenza, ho avuto una sorta di illuminazione. Mercoledì 14 ottobre.

L’ingiustizia della (e nella) tolleranza

Punti di vista
sfs

È bastato stare via pochi giorni dall’Italia perchè si scatenasse il finimondo: gente accoltellata, attacchi alla Chiesa da parte di chi si è sempre proclamato suo sostenitore (se non suo servo fedele) e imbarazzanti incontri internazionali. E chissà quant’altro ci sfugge. Eppure sembra non sia successo nulla, ed è una sensazione che ormai dura da mesi e mesi. Come è possibile?

Io una mia teoria, come prevedibile, ce l’ho.

Il secondo teorema dell’Umanità del XXI Secolo

Personale, Punti di vista

Dopo aver analizzato un aspetto più strettamente relativo alla singola persona, ora vorrei concentrarmi su tendenze generalizzate e, per certi versi, quantificabili. La seconda legge dell’Umanità del XXI Secolo riguarda infatti la necessità umana di riconoscersi in qualcuno o qualcosa, il bisogno di fare riferimento ad un qualche tipo di modello di vita.

L’Uomo attraversa vari stadi di riconoscimento collettivo in almeno tre modelli concreti o astratti, ma con caratteristiche estremamente diverse tra loro. Sebbene i modelli non si escludano l’un l’altro, è raro che siano tutti e tre contemplati contemporaneamente. La facilità di riconoscersi in uno di essi è inversamente proporzionale alla loro effettiva credibilità.

Il primo teorema dell’Umanità del XXI Secolo

Personale, Punti di vista

Un portachiavi tra i tanti

Con il passare del tempo, filosofeggiando, mi sono reso conto di come certe cose sono legate da regole quasi ferree. E un po’ come i filosofi di un tempo, che presumevano di poter racchiudere la Verità in poche parole, anche io ultimamente mi sto cimentando in questo esercizio di umanità.

Essendo di formazione scientifico-ingegneristica, non posso che enunciare una legge quasi matematica, che però riguarda un concetto tutt’altro che afferrabile con strumenti di questo tipo.